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mercoledì 15 marzo 2017

Preghiera - Léonce de Grandmaison

Gesù buono,
si diffonda la tua grazia,
venga la tua gloria
in me e nei miei fratelli.
Tutto il resto perde importanza al mio sguardo.
Fa' che io non abbia altra ambizione
che di esserti strumento docile,
e fuori di essa fa' che non trovi
né pace né consolazione.
Non mi appartengo più.
Non ho più diritto di rifiutare
a quelli che incontro
l'onda preziosa che per loro
tu versi in me.
Io non sono che il vaso,
ma la sorgente,
Maestro, sei solo tu.
Attingi, fratello, attingi,
e benedici il Signore Gesù
che ti porge quest’acqua.
Attingi: e senza mai dimenticare
Colui che ti disseta,
dimentica pure il vaso da cui ti fa bere.
Il vaso non brama che di servire,
consapevole che la sua argilla
è immensamente nobilitata
dal contatto delle mani divine.
E quando sarà logoro o incrinato
o posto tra i cocci,
gli basterà conservare,
con la gioia d'aver servito,
almeno una goccia del liquore che ha donato.
Questa goccia d’amore,
Gesù mio,
è tutto ciò che imploro per me.
Mi ripagherà divinamente
d’ogni fatica e d’ogni pena,
perché nessuna ricompensa
può saziare il mio animo,
se non tu stesso col tuo divino amore.
Amen.


Padre Léonce de Grandmaison (Septime Léonce Ludovic Loyzeau de Grandmaison), nato in Francia a Le Mans il 31 dicembre 1868 e morto a Parigi il 15 giugno 1927, è stato un sacerdote gesuita francese, teologo e famoso scrittore spirituale, fratello del generale Louis Loyzeau de Grandmaison.
"Ordinato sacerdote a Jersey (nelle Isole del Canale) il 24 agosto 1898. A 18 anni (nel 1886), era partito per Slough, in Inghilterra, per entrare nel noviziato in esilio francese. L'isola di Jersey lo ha poi ricevuto due volte, prima per lo studio della filosofia e poi, dopo un periodo di formazione nel collegio di Le Mans, per quattro anni di teologia. Divenuto sacerdote, ricevette l'incarico dell'insegnamento della stessa teologia fondamentale ai suoi confratelli, fra i quali era il più giovane. Per sette anni ha esercitato questo ministero nello scolasticato di Lione, a Canterbury poi a Ore Place, ad Hastings. Nel mese di agosto 1908 è stato nominato Superiore della "Casa degli scrittori" e direttore della rivista Étvdes. Egli assunse tale incarico preparando tre progetti: una Scuola Superiore di Studi Teologici, una rivista di teologia positiva e di filosofia religiosa, ed una sintesi cattolica sulla storia delle religioni. Il primo non ebbe successo sotto la sua egida, fu poi Pio X a fondare il Pontificio Istituto Biblico, diretto da un gesuita tedesco, padre Fonck. Il secondo assunse la forma della rivista Recherches de science religieuse (Ricerche di scienza religiosa). Il terzo fu affidato a Joseph Huby, Pierre Rousselot ed Alexandre Brou: Christus: Manuel d'histoire des religions (Christus: Manuale di storia delle religioni) (1912).
Dominique Avon e Philippe Rocher, Les jésuites et la société française (XIXe-XXe siècles), Toulouse, Éd. Privat, coll. «Hommes et communautés», 2001, p. 103

Da:
- fr.Wikipedia 
- AAVV, E il Dio della pace sarà con voi - Benedizioni e preghiere per la famiglia - Edizioni Piemme 2002, p. 80. (L. de Grandmaison)

giovedì 23 febbraio 2017

A Hymne to God the Father - John Donne


A Hymne to God the Father

Wilt thou forgive that sinn, where I begunn,
   Which is my sinn, though it were done before?
Wilt thou forgive those sinns through which I runn
   And doe them still, though still I doe deplore?
     When thou hast done, thou hast not done,
       for I have more.

Wilt thou forgive that sinn, by which I’have wonne
   Others to sinn, & made my sinn their dore?
Wilt thou forgive that sinn which I did shunne
   A yeare or twoe, but wallowed in a score?
     When thou hast done, thou hast not done,
       for I have more.

I have a sinn of feare that when I have spunn
   My last thred, I shall perish on the shore;
Sweare by thy self that at my Death, thy Sonne
   Shall shine as it shines nowe, & heretofore;
     And having done that, thou hast done,
       I feare noe more.
                               .

                               Un inno a Dio Padre

Perdonerai quel peccato da cui ho cominciato,
   che è il mio peccato, sebbene fosse stato fatto prima?
Perdonerai quei peccati attraverso i quali son passato,
   e che ancora commetto, sebbene ancora li condanni?
     Quando avrai perdonato, tu non avrai ancora finito,
       perché ne ho di più.

Perdonerai quel peccato per cui ho indotto
   altri a peccare, e reso il mio peccato la loro porta?
Perdonerai quel peccato che ho rifuggito
   un anno o due, ma nel quale ho sguazzato per una ventina?
     Quando avrai perdonato, tu non avrai ancora finito,
       perché ne ho di più.

Ho un peccato di timore che, quando avrò filato
   il mio ultimo filo, io muoia sulla spiaggia;
giura per te stesso che alla mia morte, il tuo Figlio
    risplenderà come risplende ora, e come fino ad ora;
     e, avendo fatto ciò, tu avrai finito;
       non ho più timore.


John Donne (Londra, 1572 - Londra, 31 marzo 1631) è stato un poeta, religioso e saggista inglese, nonché avvocato e chierico della Chiesa d'Inghilterra. Scrisse sermoni e poemi di carattere religioso, traduzioni latine, epigrammi, elegie, canzoni, sonetti e satire. La sua poetica fu nuova e vibrante per quanto riguarda il linguaggio e l'invettiva delle metafore, la sua tesa sintassi e la sua eloquenza di pensiero furono sia una struggente reazione nei confronti dell'uniformità convenzionale della poetica elisabettiana sia un adattamento inglese delle tecniche barocche e manieriste europee.
Donne è commemorato come prete nel calendario della Chiesa d'Inghilterra e nel Calendario dei Santi della Chiesa Evangelica Luterana in America il 31 marzo.


Da: 
- Herbert J.C. Grierson, Metaphysical lyrics & poems of the seventeenth century, Oxford, The Clarendon press, 1921 - Bartleby.com, 1999. www.bartleby.com/105/ 
- it.Wikipedia, en.Wikipedia e nds-nl.Wikipedia