Poche parole, una poesia di Laurence Binyon, "For The Fallen", "Per i caduti", messa in musica da Douglas Guest e solitamente impiegata nelle celebrazioni commemorative delle guerre.
Con ciò ovviamente, non intendo assolutamente supportare idee di guerra con alcuno.
Anzi, banalizzando, credo dovremmo entrare nell'ottica dei Paesi con conflitti interni: continuare a vivere normalmente, senza mostrare paura (di cui invece i terroristi di nutrono) e cercando di indirizzare la politica verso scelte sagge, inclusive, non populiste.
Che mondo lasceremo ai nostri figli? In buona parte, un mondo deciso dai nostri genitori ed un po' da noi stessi... spero sempre di agire al meglio.
Per ora, pensiamo ai morti e feriti di Londra, senza tanti inutili flashmob e bandierine su Facebook.
For the fallen They shall grow not old, as we that are left grow old: Age shall not weary them, nor the years condemn. At the going down of the sun and in the morning We will remember them. |
Per i caduti Non invecchieranno, come invecchiamo noi che siamo rimasti. L'età non li fiaccherà, né gli anni li condanneranno. Al calar del sole ed al suo sorgere, noi li ricorderemo. |
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